Cercare di trasformare un gruppo di continuità in inverter non è una soluzione corretta né consigliabile. Un UPS contiene infatti un inverter, cioè il componente che converte la corrente continua proveniente dal sistema di accumulo in corrente alternata utilizzabile dai dispositivi collegati, ma è progettato come un sistema completo per garantire la continuità dell’alimentazione in caso di blackout o anomalie della rete. Un inverter, considerato come dispositivo autonomo, svolge invece principalmente una funzione di conversione dell’energia e può essere progettato per sorgenti e modalità di funzionamento differenti. Per questo motivo utilizzare o modificare un UPS per una funzione diversa da quella prevista dal costruttore può alterarne le condizioni di funzionamento, le protezioni e la gestione delle batterie. Il fatto che un gruppo di continuità possa erogare corrente alternata partendo dalle batterie non significa quindi che sia equivalente a un inverter autonomo. In caso di esigenze particolari di conversione o alimentazione è preferibile individuare un dispositivo progettato specificamente per l’applicazione.
La differenza principale riguarda la funzione dell’intero sistema. L’inverter converte corrente continua (DC) in corrente alternata (AC) con tensione e frequenza compatibili con il carico che deve alimentare. Il gruppo di continuità, invece, combina questa funzione con accumulo dell’energia, gestione della rete, ricarica delle batterie, controllo elettronico e sistemi di protezione, con l’obiettivo principale di mantenere la continuità dell’alimentazione. A seconda della tecnologia UPS, può inoltre intervenire sulla qualità dell’energia fornita al carico e gestire automaticamente il passaggio tra rete e batterie. In altre parole, l’inverter è uno dei componenti funzionali di un UPS, ma UPS e inverter non sono sinonimi. Per approfondire il percorso dell’energia all’interno del sistema è possibile consultare la guida SIES sucome funzionano i gruppi di continuità UPS.
Quando l’UPS utilizza l’energia accumulata nelle batterie, l’inverter converte la corrente continua del sistema di accumulo in corrente alternata con caratteristiche adatte all’alimentazione del carico. Il ruolo dell’inverter dipende però dall’architettura dell’UPS: nei sistemi Offline e Line Interactive interviene secondo specifiche condizioni operative, mentre negli UPS Online a doppia conversione il carico è normalmente alimentato attraverso l’inverter. È proprio questa conversione DC/AC a spiegare perché si possa avere l’impressione che un gruppo continuità funzioni come inverter, pur rimanendo parte di un sistema progettato per garantire la continuità e la qualità dell’alimentazione. Il funzionamento dell’inverter all’interno dell’UPS deve quindi essere interpretato nel contesto dell’intero sistema e delle condizioni operative previste dal costruttore.
La presenza di un inverter all’interno del gruppo di continuità può far pensare che sia sufficiente collegare batterie differenti o modificare alcuni collegamenti per ottenere un inverter autonomo. In realtà, ogni UPS è progettato considerando parametri precisi e una modifica non prevista dal costruttore può alterare il funzionamento dell’intero sistema. Tra gli aspetti più importanti da considerare ci sono:
Modificare questi parametri senza che la configurazione sia prevista dal produttore può provocare surriscaldamento, gestione non corretta delle batterie, riduzione della loro vita utile, sovraccarichi o intervento delle protezioni. Esistono inoltre rischi elettrici e termici: per questo installazione, utilizzo e manutenzione dell’UPS devono rispettare le caratteristiche e le indicazioni previste dal costruttore. Trasformare autonomamente un gruppo di continuità in inverter non è quindi una soluzione consigliabile: quando l’applicazione richiede un funzionamento diverso da quello previsto per l’UPS, è preferibile utilizzare un dispositivo specificamente progettato per tale impiego.
La scelta deve partire dalla funzione richiesta, non dalla possibilità di adattare un dispositivo già disponibile. Se l’obiettivo è proteggere apparecchiature e mantenerle alimentate durante un’interruzione della rete, la soluzione appropriata è un UPS dimensionato in funzione del carico e dell’autonomia necessaria. Se invece occorre convertire stabilmente energia proveniente da una sorgente in corrente continua per alimentare carichi in alternata, è necessario valutare un inverter progettato per quell’applicazione. Vanno considerati potenza, tensione DC disponibile, forma d’onda in uscita, durata del funzionamento e caratteristiche dei dispositivi da alimentare. SIES dispone sia di gruppi di continuità per applicazioni industriali, ufficio e casa sia di soluzioni inverter dedicate: scegliere il sistema corretto fin dall’inizio permette di ottenere maggiore affidabilità, sicurezza e compatibilità con il carico, evitando modifiche improprie. Per valutare la soluzione più adatta alla propria applicazione contatta SIES!