Quanta autonomia può garantirmi un gruppo di continuità UPS?

L’autonomia di un UPS varia in base al carico collegato e alla capacità delle batterie. In media, un gruppo di continuità standard garantisce circa 5-10 minuti di autonomia, sufficienti per salvare i dati e spegnere correttamente i dispositivi.

Con configurazioni personalizzate, come batterie aggiuntive (battery box), l’autonomia può arrivare anche a diverse ore.

Come calcolare la durata di un gruppo di continuità?

Il calcolo dell’autonomia di un UPS è essenziale per garantire che il sistema possa fornire energia sufficiente durante un’interruzione di corrente. Per determinare la durata del gruppo di continuità, il metodo più affidabile è misurare il reale assorbimento di potenza delle apparecchiature da proteggere.

Se vuoi capire meglio il funzionamento generale di questi sistemi, puoi approfondire leggento il nostro articolo su come funzionano i gruppi di continuità.

Se non si dispone di una misurazione diretta, è possibile stimare la durata dell’UPS seguendo questi passaggi:
Somma della potenza assorbita – Individua i dati di targa di ciascun dispositivo (espressi in VA) e somma i valori per ottenere la potenza complessiva richiesta.

  • Verifica della compatibilità – Confronta il valore totale con la potenza nominale dell’UPS: l’UPS scelto deve avere una capacità superiore alla somma dei dispositivi collegati. Per scegliere correttamente il modello, puoi consultare anche il nostro articolo su come scegliere il gruppo di continuità più adatto.
  • Calcolo della durata dell’UPS in batteria – Per una stima approssimativa, si può utilizzare la seguente formula empirica:

Tar = Tan × Pnom / Pass

Dove:

  • Pass = Potenza assorbita dal carico (VA)
  • Pnom = Potenza nominale dell’UPS (VA)
  • Tan = Tempo di autonomia nominale dichiarato dal produttore
  • Tar = Tempo di autonomia reale per il carico previsto


Nota importante sulla formula di calcolo dell’autonomia di un UPS

Questa formula fornisce solo una stima approssimativa e non tiene conto di fattori fondamentali come:

  • Efficienza dell’UPS: un UPS online a doppia conversione può avere un’efficienza dell’85-95%, mentre gli UPS line interactive o offline sono più efficienti. Questo significa che parte dell’energia viene dissipata e l’autonomia reale potrebbe essere inferiore a quella stimata.
  • Tipologia di batterie – Gli UPS con batterie agli ioni di litio offrono una scarica più stabile rispetto a quelli con batterie piombo-acido, garantendo spesso un'autonomia maggiore.
  • Curva di scarica della batteria: l’autonomia della batteria non è sempre proporzionale al carico: bassi carichi possono offrire autonomie più lunghe, mentre carichi vicini alla capacità massima dell’UPS riducono significativamente il tempo di funzionamento. Se vuoi approfondire il tema delle batterie leggi il nostro articolo su quanto durano le batterie di un UPS.
  • Dati del produttore: per un calcolo preciso, è sempre consigliato consultare le tabelle di autonomia fornite dai produttori di UPS, che considerano tutte le variabili reali.


Esempio pratico di calcolo della durata di un gruppo di continuità

Se un gruppo di continuità ha un’autonomia nominale di 10 minuti all’80% del carico massimo e una potenza nominale di 500 VA, allora per un carico complessivo di 300 VA, la stima teorica dell’autonomia sarebbe:

Tar = (500 / 300) × 10 = 17 minuti

Tuttavia, considerando le perdite di efficienza e altri fattori sopra elencati, la durata effettiva potrebbe essere inferiore.

 

Quanta autonomia può garantirmi un gruppo di continuità UPS di S.I.E.S.?

Gli UPS in configurazione standard offrono un’autonomia di circa 10 minuti, tempo sufficiente per spegnere in sicurezza i dispositivi collegati o attivare una fonte di energia alternativa. L'autonomia può essere estesa su richiesta, ma solo su modelli predisposti.
Se la fornitura di corrente non viene ripristinata dopo alcuni minuti, è consigliabile:

  • Salvare il lavoro in corso, per evitare la perdita di dati.
  • Spegnere i dispositivi collegati, nel caso di UPS con autonomia limitata.
  • Spegnere l’UPS se non è previsto un sistema di backup aggiuntivo, per evitare un esaurimento completo delle batterie.

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Come ottenere un’autonomia dell’UPS superiore?

In alcuni contesti, come impianti industriali, ospedali o data center, può essere necessario garantire alimentazione per periodi più lunghi. L’autonomia di un gruppo di continuità può essere estesa con:

  • Battery-box in parallelo, che aumentano la capacità della batteria.
  • UPS modulari, che consentono di aggiungere più unità per potenziare la durata.

Con queste soluzioni, si possono raggiungere autonomie di oltre tre ore, ma è necessario calcolare con precisione il carico elettrico e dimensionare l’UPS di conseguenza.

In contesti complessi può essere utile integrare l’UPS con altri sistemi come ad esempio gli UPS in serie con gruppo elettrogeno.


Alternative agli UPS: i soccorritori di emergenza

Oltre agli UPS tradizionali, esistono anche i soccorritori di emergenza, utilizzati principalmente per sistemi di sicurezza, illuminazione di emergenza e dispositivi critici in ambito industriale e civile.

Caratteristiche dei soccorritori di emergenza:

  • Non hanno batterie integrate ma possono essere equipaggiati con banchi batterie esterni.
  • L’autonomia è personalizzabile, in base alle esigenze e alle normative di sicurezza.
  • Sono regolamentati da standard specifici, soprattutto in ambienti pubblici.

In genere, i soccorritori di emergenza vengono configurati per 30-120 minuti di autonomia, in base alle esigenze del cliente e alle normative vigenti. Tieni però in considerazione che ci sono delle differenze tra UPS e soccorritori di emergenza.

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Ogni impianto ha esigenze diverse: potenza, durata e tipologia di carico influenzano direttamente le prestazioni del sistema.
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